venerdì 31 marzo 2017

RECENSIONE | "La notte ha cambiato rumore" di Maria Dueñas

Ciao, pasticci di primavera! Come state? Io sono già in mood estivo (peccato per gli esami che mi rovinano l'atmosfera) e giro già in sandali e abitini. Voi? Cosa vi sta portando questa primavera appena iniziata?
Oggi voglio passare qualche minuto con voi proponendovi la recensione di La notte ha cambiato rumore, della scrittrice spagnola Maria Dueñas, edito in Italia da Mondadori e da cui è stata tratta una serie tv.

La notte ha cambiato rumore
di Maria Dueñas
Ed: Mondadori - 660 pagine
Ebook: 6.99 euro - Copertina rigida: 7.00 euro

Sira Quiroga è una giovane sarta nella Madrid degli anni '30, sta per sposarsi e avviarsi a un destino senza imprevisti quando perde la testa per un carismatico imprenditore e, prima che scoppi la Guerra Civile, lascia la Spagna per trasferirsi con lui in Marocco. Ma qui si ritrova presto sola, ingannata e piena di debiti. Raggiunto il protettorato spagnolo di Tetuàn, con l'aiuto di alcuni improbabili amici Sira riesce ad aprire un atelier di alta moda che, grazie al suo gusto e alla sua forza di volontà, diventa il punto di riferimento per le signore più ricche e influenti della città. Una clientela all'apparenza insospettabile, ma che nasconde dei segreti. E qui il destino di Sira subisce una svolta imprevedibile, intrecciandosi con quello di un variegato gruppo di personaggi, alcuni dei quali storicamente esistiti. Saranno loro a dare a Sira la possibilità di riscattarsi, di ricostruire pezzo a pezzo il suo destino.
Molto bello!

La notte ha cambiato rumore ha molte facce. Quella del romanzo storico, quella della spy story, quella del romanzetto d'appendice. Se un lettore parte dalla consapevolezza che non si tratta di un grande romanzo con la R maiuscola, la lettura sarà piacevole e scorrevole. Il trucco con La notte ha cambiato rumore è accettare quello che ci viene proposto senza pretendere troppo. Prenderlo come un romanzo da ombrellone. Allora andrà tutto bene.

Partiamo con ordine: i personaggi. Tutta la trama è osservata attraverso gli occhi di Sira, la protagonista, che dalla prima all'ultima pagina effettua un profondo mutamento e una grande crescita personale, passando da giovane ragazza popolare e un po' acerba a donna di mondo grazie alle avventure vissute. Ma al di là di Sira, il libro è costellato di personaggi più o meno potenti, più o meno sviluppati, ma tutti tinteggiati in modo gustoso e ben fatto: da quelli propriamente storici, come Rosalinda Fox, l'alto commissario Beigbeder, Franco e il Cognatissimo, a quelli inventati per il romanzo, come Candelaria e Felix, Ramiro, Marcus Logan e tanti altri. In sostanza, pur avendo un unico POV, si tratta di un romanzo abbastanza corale, in cui se anche non dovesse piacervi la protagonista ci sono comunque una miriade di alternative.

La trama, che alcuni giudicano improbabile, secondo me è necessaria: da metà volume in poi, infatti, la nostra Sira viene precettata dai servizi segreti britannici di stanza in Spagna e assume un'identità fittizia allo scopo di spiare i tedeschi. C'è stato chi ha definito questa scelta un'esagerazione: una persona del cui giudizio letterario mi fido ciecamente, dopo aver letto il romanzo su mio consiglio, ha detto che tutto l'interesse cala proprio in quel punto. Personalmente io trovo ci voglia, dopo 300 pagine, un turning point. 660 pagine di Sira Quiroga che viene abbandonata dall'amante e cuce vestiti sarebbero state un po' troppe. Invece, con l'aggiunta dell'elemento spionaggio, secondo me si vivacizza il romanzo, che altrimenti non andrebbe da nessuna parte.

Certo, c'è qualche lato negativo. Leggere questo libro significa imbattersi in espressioni frequenti e ripetute: Sira che era "solo un'umile sartina", che "accavalla le gambe" come se non ci fosse un domani e "fa risuonare i tacchi" ogni santa volta che muove un passo. Si ritrovano queste immagini molto di frequente, al punto da trovarle fastidiose, ed ecco perché non posso dare cinque cuoricini. Inoltre, l'introspezione qui non è solo profonda (che andrebbe bene), è addirittura esagerata, ma questo è molto "spagnolo" se ci si pensa bene. Ma tant'è: io sono una di quelle che seguono Il Segreto, che è una trashata assurda, perciò so di che parlo.

Devo ammettere che la descrizione dei costumi è impeccabile: si sente che la Dueñas è una professoressa universitaria. Tra le pagine vengono snocciolati abilmente date, nomi, eventi, titoli di quotidiani, locali alla moda, atelier e ristoranti; tipologie di stoffe e vestiti, nomi di vie e di cibi. E così tutto, nel suo insieme, ci fornisce una dettagliata idea di dove siamo, ci fa sentire dentro il romanzo. Pur con tutto ciò che di negativo gli si può attribuire, questo volume è un ottimo ritratto di un'epoca.

Ottima anche la traduzione dallo spagnolo, Niola ha fatto un grande lavoro.

Nel complesso, ho trovato questo libro più che valido. Come ho detto prima, non lo si deve affrontare pensando di trovarsi davanti alla nuova Virginia Woolf, bisogna dare alle cose il giusto peso: La notte ha cambiato rumore, per il proprio genere e le proprie potenzialità, è un ottimo romanzo. Se poi si considera che è un esordio, tanto di cappello. Lo consiglio, soprattutto in vista dell'estate, perché può accompagnarvi durante la settimana di ferie al mare o durante i caldi pomeriggi passati in città.

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