martedì 14 marzo 2017

RECENSIONE | "Storie di libri perduti" di Giorgio van Straten

Ciao a tutti, miei piccoli strawberry scones! Bentornati sul blog!

Oggi voglio partire con il botto: ultimamente ho avuto fortuna e ho fatto delle letture davvero davvero belle, non posso lamentarmi dei libri che ho letto (un po' di più del libro che ho attualmente in lettura: se volete qualche spoiler aggiungetemi su Goodreads) e in particolare il libro di cui vi parlo oggi è Storie di libri perduti, un saggio/racconto di Giorgio van Straten.


Storie di libri perduti
di Giorgio van Straten
Ed: Laterza - 135 pagine
Ebook: 8.99 euro - Copertina rigida: 11.90 euro

Questo libro racconta la storia di libri che c'erano e non ci sono più. I libri perduti non sono libri dimenticati oppure libri pensati dall'autore e mai nati. Sono quelli che l'autore ha scritto, che qualcuno ha visto, magari ha anche letto, e che poi sono stati distrutti o dei quali non si è saputo più niente. Libri scomparsi, ma che sono di certo esistiti. Ogni libro perduto ha la sua storia che non assomiglia alle altre, se non per qualche particolare che stabilisce strane relazioni. Un lungo viaggio che vale senz'altro la pena di fare, perché magari un giorno, da qualche parte, uno di questi libri che sembra perduto per sempre potrebbe miracolosamente riemergere.

Potete comprarlo su Amazon: cliccate qui!
Meraviglioso!

Questo libretto (perché è davvero minuscolo) edito da Laterza mi ha resa veramente felice. In otto capitoli, l'autore racconta di otto autori i cui scritti (romanzi, racconti, poesie) sono andati persi in maniera irreparabile. Come dice van Straten nell'introduzione, non parla di quei libri che sono ormai finiti nel dimenticatoio da decenni ma che un buon editore potrebbe recuperare: si parla di manoscritti ormai del tutto perduti, perché distrutti o smarriti o chissà che altro.

Al di là del mio interesse per la storia editoriale in generale, questo volumetto si focalizza in modo particolare sia sulla trama (o sulla supposta trama: li abbiamo perduti, appunto) sia sulla vita degli autori, sul loro carattere, sul momento della loro esistenza in cui questa perdita è avvenuta. Van Straten riesce a contestualizzare lo smarrimento dei testi con maestria, permette di capire esattamente le dinamiche che hanno portato alla perdita dei manoscritti e anche e soprattutto di comprendere che non ci sarebbe stato modo di salvare il salvabile (a parte nel caso di Gogol' ma io detesto Gogol' quindi forse sono un po' di parte).

La breve durata dei capitoli (dalle 7 alle 11 pagine ciascuno, praticamente un quarto d'ora di lettura) permette tra l'altro di gustarseli ovunque e in qualsiasi momento: dal treno alla sala d'attesa alla pausa caffè, dalla sera prima di chiudere gli occhi alla mattina mentre si fa colazione. Diciamo che il formato è quello giusto, van Straten non spende parole che non servono ma usa tutte quelle che sono necessarie.

Questo libro mi è piaciuto così tanto, ma così tanto che voi non potete averne idea. Giuro che mi ha entusiasmata così tanto che vorrei poter dare a Storie di libri perduti trentordici cuoricini, non solo cinque. L'ho amato, è uno dei libri più belli che abbia mai letto. Tra l'altro lo stile di van Straten rende questo saggio quasi una raccolta di racconti, perché bene o male come dicevo si parla della vita degli autori, delle loro vicissitudini, quindi è un po' come leggere un racconto sulle loro vicende.

Consiglio questo libro a chiunque legga questo post. Non penso ci sia target a cui questo libro non sia destinato: dai lettori di racconti ai lettori di saggi, dagli amanti dell'editoria agli amanti dei singoli autori. Non posso dire altro se non: leggetelo, vi piacerà moltissimo!

2 commenti:

  1. Non conoscevo questo libro e l'ho appena aggiunto alla lista desideri di Amazon. Dalla tua recensione si evince sia un buonissimo libro, quindi spero di poterlo leggere presto! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti giuro che è una vera chicca, lo si può leggere d'un fiato o un capitolo ogni tanto, è molto interessante e Van Straten scrive benissimo, è molto vicino al lettore, quasi colloquiale :)

      Elimina