martedì 19 giugno 2018

BOOKISH CHAT | La nuova libreria

Nelle scorse settimane sono stata assente, è vero: l'ultimo post risale al sei giugno, due settimane fa, distanza di tempo che di solito mi sembra enorme per la regolare programmazione, ma ho un ottimo motivo: il t r a s l o c o.

Se mi seguite da tempo, sapete che da mesi ormai mi dividevo tra Bologna, la mia città di origine, e il Monferrato. Finalmente l'epopea è finita e, dal 2 giugno, mi sono trasferita. Ho pensato fosse bello condividere con voi qualche immagine della mia casa, nello specifico della mia nuova libreria: è ancora incompleta, è ancora da sistemare, ma finalmente i miei libri sono usciti dagli scatoloni e hanno trovato una nuova collocazione.

Certo, molti dei miei amici di carta sono ancora a casa dei miei genitori, nella mia vecchia camera, ma con il tempo anche loro mi seguiranno in questa avventura! Per il momento vi mostro qualche scatto, per ritornare in pista con energia!


Non vedo l'ora di sistemare tutto. Una volta che avrò finito di portare qui i miei libri, mi dedicherò a sistemarli nell'ordine che preferisco.

Voi con quale criterio avete sistemato i vostri?



Raccontatemi come avete sistemato le vostre scaffalature: che contengano libri, dischi o oggetti personali, parlatemi del vostro spazio ordinato! Potete farlo in un commento o in una email. Alla prossima!

martedì 5 giugno 2018

SOCIAL BLOOMING | Quanto è importante l'editing

Buondì lettori, bentornati ad una nuova puntata di Social Blooming! Oggi ci ricolleghiamo a qualcosa di cui abbiamo iniziato a parlare nell'incontro precedente, ossia Bookstagram e la sua community. Vorrei approfondire con voi il discorso dell'editing e di quanto possa fare la differenza una volta creato il vostro profilo. Cominciamo!

Vorrei partire sfatando un mito: non vi serve una reflex con obbiettivi e softbox da 3000 euro per fare belle fotografie. O meglio, vi serve se la vostra intenzione è diventare fotografi professionisti (anche se in quel caso si apre una parentesi molto ampia sul fatto che sì, la buona fotocamera aiuta, ma se non c'è talento non si diventa i novelli Yamashita), ma se il vostro scopo è fare foto esteticamente piacevoli che possano interessare i vostri amici e lettori, allora vi basta la fotocamera del cellulare. Ormai i telefoni hanno buone capacità fotografiche, il mio iPhone 5 non è certo l'ultimo modello ma si difende con tenacia. Perciò, per cominciare, armatevi di telefono. Se in un secondo momento vorrete investire in una macchina fotografica, ben venga: io ho una Canon e mi diverte moltissimo utilizzarla, ma ci tenevo a sottolineare quanto non sia fondamentale. Perciò, una volta preparati i vostri libri e preso in mano il telefono, non vi resta che scattare.

E L'EDITING?

L'editing comincia nel momento in cui, nel mucchio di foto che avete scattato, selezionate quelle che davvero meritano di essere pubblicate. Prima di tutto, però, occorre considerare alcuni aspetti fondamentali:
  1. luminosità - una buona foto nasce già in partenza con una buona luce. Se una foto viene scattata scura, rimarrà scura. Ora, se il vostro intento era proprio una fotografia ricca di ombre e dai toni più scuri, nessun problema; se invece non l'avete fatto di proposito, l'assenza di luce nella foto originale potrà essere limitata, ma non totalmente risolta
  2. fuoco - se la foto è sfocata, in fase di editing potete al massimo limitare il danno, ma non potete metterla completamente a fuoco in un secondo momento
  3. foto mossa - se per scattare una foto dall'alto vi siete arrampicati sul lampadario e la foto è venuta mossa, dovrete rifarla, in questo caso non c'è app che tenga
Ora che abbiamo stabilito queste premesse, passiamo al vero tema di questo post. Esistono tantissimi video su youtube che possono darvi qualche dritta, vi consiglio in particolare il canale di Valeria Sunny, ma il mio intento di oggi non era proporvi esempi di filtri o di modifiche per creare un tema. Il mio intento è parlare di quanto sia importante editare una fotografia prima di postarla.

Se siete tra i fortunati che scattano una sola foto già perfetta, passate al prossimo post perché non ho nulla da insegnarvi. Se invece siete come me, ossia comuni mortali che scattano 200 foto e poi ne tengono 2, è possibile che riflettere insieme sull'importanza di questa fase del lavoro sia utile.

Abbiamo detto nel nostro ultimo post che Instagram è un racconto per immagini. Se le nostre immagini danno un'idea disordinata del nostro profilo, danno un'idea disordinata di noi. Una foto va scattata bene fin da subito, ma possiamo migliorarla, correggere le imperfezioni (entro certi limiti). Dobbiamo allora porci delle domande. Cosa voglio comunicare con questa foto? Voglio dare un'idea di pulizia e di ordine? Voglio che i colori risaltino? Voglio che il mio mondo virtuale sia tutto rosa, o blu, o giallo? Internet è un luogo dove ci si può esprimere liberamente e Instagram deve essere la vostra parete dove appendere le foto che più vi rappresentano. Ecco a cosa serve l'editing, a rendere le foto che avete fatto ancora più uniche, più belle, ancora più iconiche.

Vi farò un esempio: qui di seguito vi posterò una fotografia che ho utilizzato sul mio profilo Instagram, prima e dopo l'editing. Vi basterà guardarla per vedere la differenza.



Le impurità sono sparite, le tonalità tendenti al grigio sono state illuminate maggiormente. Non ho applicato alcun filtro. La differenza di percezione, però, si sente: le foto editate rispondono alla mia esigenza di pulizia e freschezza, due caratteristiche che sono parte della mia vita in tutto, non solo su internet. Sono foto che, indipendentemente dal soggetto, raccontano qualcosa di me. Naturalmente sono gusti personali, ripeto che questa è un'esigenza mia che risponde alle mie richieste. Ci sarà chi preferisce, in una foto simile, esaltare il blu piuttosto che il bianco. Questa foto, il modo in cui ho scelto di sistemarla, dice qualcosa di me che l'ho scattata.

Anche a questo serve l'editing: serve a rendere una foto maggiormente vostra, a prendere un'istantanea della vostra vita e a renderla definitivamente unica.

Voi come editate le vostre foto? Cosa volete che dicano di voi, una volta pubblicate? Ditemelo in un commento qui sotto o in una email, sarò felice di conoscere le vostre esperienze!

venerdì 1 giugno 2018

REVIEW PARTY | RECENSIONE | "Iron Flowers" di Tracy Banghart

Buongiorno lettori! Inizia ormai il nuovo mese mese e voglio dare il benvenuto a giugno con la recensione di di Iron Flowers, di Tracy Banghart, edito in Italia da DeA. Purtroppo come vedrete tra poco, il volume non mi ha totalmente soddisfatta. Vediamo le informazioni generali e poi viaaa verso la recensione.

Iron Flowers
di Tracy Banghart
Ed: DeA - 384 pagine
Ebook: 6.99 euro - Copertina rigida: 15.90 euro

Non tutte le prigioni hanno le sbarre. In un mondo governato dagli uomini, in cui le donne non hanno alcun diritto, due sorelle non potrebbero essere più diverse l'una dall'altra. Nomi è testarda e indisciplinata. Serina è gentile e romantica, e sin da piccola è stata istruita per essere un esempio di femminilità, eleganza e sottomissione. Sono queste le doti richieste per diventare una Grazia, una delle mogli dell'erede al trono. Ma il giorno in cui le ragazze si recano nella capitale del Regno, pronte a conoscere il loro futuro, accade qualcosa di inaspettato che cambierà per sempre le loro vite. Perché, contro ogni previsione, è proprio l'indomabile Nomi a essere scelta come compagna del principe, e non Serina. E mentre per Nomi inizia una vita a palazzo, tra sfarzo e pericolosi intrighi di corte, sua sorella, accusata di tradimento per aver mostrato di saper leggere, viene confinata sull'isola di Monte Rovina, un carcere di donne ribelli in cui, per sopravvivere, bisogna combattere e uccidere. È cosi che entrambe si trovano prigioniere, l'una di una gabbia dorata e l'altra di una trappola infernale. Per le due sorelle la fuga è impossibile: un solo errore potrebbe significare la morte. E allora, quando non c’è soluzione, l'unica soluzione è cambiare le regole.

Sufficiente

Ci tengo a precisare che scrivere questa recensione per me non è facile. Da quando ho aperto il blog mi è forse capitato solo un'altra volta di dare una votazione così bassa a un romanzo, ma non ho davvero potuto dare di più. Per semplificarmi il lavoro voglio concentrarmi prima sui punti positivi, per poi spiegare come mai non ho apprezzato più di così.

Lo stile è buono, questo è innegabile. Tracy Banghart sa scrivere bene, tiene viva l'attenzione e il romanzo segue un ritmo regolare, senza attraversare fasi lente o eccessivamente rapide. Si tratta di una storia ben costruita, con i colpi di scena nel posto giusto e con una buona lunghezza dei capitoli, che donano un andamento vivace alla storia. Buona l'alternanza dei POV, permette di cogliere differenti idee sulla trama, differenze di percezione riguardo gli eventi in corso che da un lato consentono al lettore di immergersi di più nella storia, mentre dall'altro permettono di cogliere meglio lo sviluppo dei personaggi, il loro cambiare opinioni e idee. Sotto questo aspetto Iron Flowers è un ottimo testo, ben costruito e ritmato a dovere: non conosco l'autrice da testi precedenti, ma sembrerebbe proprio che non sia alle prime armi e che abbia accumulato una buona esperienza. Se così non fosse, tanto di cappello perché dimostra davvero di essere dotata.

Il fatto stesso che il romanzo sia molto incalzante è un chiaro segno del talento dell'autrice. Nonostante il mio voto rimanga basso, ammetto che non sono riuscita a staccarmi dalle pagine neanche un attimo. So che può sembrare un controsenso: aver trovato questo libro incalzante si scontra un po' con il fatto di non averne apprezzato alcune parti. Eppure è così, lo stile e il ritmo rendono la storia accattivante, ma...

Dal mio punto di vista, purtroppo, questo talento è stato sviluppato nel modo sbagliato. Il romanzo era pieno di potenzialità, come abbiamo appena visto, ma Tracy Banghart non è arrivata al mio cuore. Mi spiego meglio: sono una fan del genere Y/A, mi piacciono le storie distopiche in cui la ragazzina di turno salva il mondo. Il problema di Iron Flowers non sono le premesse, ma lo sviluppo: tutto era già visto.

Siamo in un non meglio precisato futuro, in cui c'è l'elettricità e c'è il treno. Vogliamo fare un elenco dei romanzi Y/A in cui questo succede? Cominciamo con Regina Rossa e finiamo con Hunger Games. Siamo in una società in cui le donne possono sperare di diventare mogli del principe (di nuovo, Regina Rossa) oppure mogli di uomini scelti per loro dalle loro famiglie oppure ancora membri della servitù che sono più oggetti che persone. Qui le donne non possono leggere o studiare (sento Margaret Atwood che dice "oh really?"), non hanno alcuna forma di indipendenza e la massima aspirazione è proprio quella di sposare uno dei reali. I suddetti reali sono due fratelli (non sto nemmeno a citare altri titoli perché ce ne sono troppi) e a tal proposito, senza fare spoiler perché sapete che non li apprezzo, ma il plot twist finale è assolutamente prevedibile.

Una differenza con i romanzi che ho citato qui sopra è la dualità delle protagoniste. Qui abbiamo due ragazze distinte, ciascuna con peculiarità diverse, eppure solo Serina per me ha rappresentato una vera novità, perché di Nomi ce ne sono un sacco in giro per i mondi letterari e francamente avrei sperato in un lavoro migliore.

In conclusione non posso dare più della sufficienza, che penso sia comunque meritata visto che il romanzo mi ha effettivamente tenuta sveglia. Volendolo analizzare in tono più profondo, però, Iron Flowers non si spinge oltre. Tutto è troppo già visto: un buon autore deve essere anche in grado di inventare cose nuove. Esempio per tutti: ormai di storie con gli zombie ce ne sono a fiotti, ma il prendere gli zombie e reinventarli finisce per rendere questo espediente nuovo e florido. Qui non avviene questo salto in avanti. Due stelline su cinque.