sabato 4 marzo 2017

RECENSIONE | "Sidney Chambers e i Pericoli della Notte" di James Runcie

Ciao, tesorini! Come è andata la vostra settimana? Io sono finalmente riuscita a concludere la lettura di Sidney Chambers e i Pericoli della Notte che avevo in lettura da quasi due settimane, purtroppo gli esami sembrano moltiplicarsi e mi portano via tempo prezioso! Ora posso farne una recensione a caldo.


Sidney Chambers e i Pericoli della Notte
di James Runcie
Ed: Vallardi - 330 pagine
Ebook: 9.99 euro - Brossura: 14.37 euro

Inghilterra, 1955. Sidney Chambers, l'affascinante reverendo con la passione dell'investigazione, è tornato. Nella cornice dell'incantevole cittadina di Grantchester, in compagnia del suo fedele labrador Dickens e dell'irascibile ispettore Keating, Sidney si trova ad affrontare una nuova serie di casi misteriosi: la caduta di un professore di Cambridge dal tetto del college, un incendio doloso, un sospetto avvelenamento e una vicenda di plagio dalle drammatiche conseguenze. Durante le indagini, però, dovrà affrontare anche altri problemi di carattere più personale, come scegliere tra la sua amica Amanda e una seducente vedova tedesca. E non troverà requie neppure quando si recherà all'estero, finendo invischiato in una rete di spionaggio internazionale proprio mentre a Berlino si comincia a costruire il Muro... In questo secondo libro della serie Grantchester James Runcie disegna nuovi intrecci che non mancheranno di intrattenere i fan del reverendo detective, giovane e attraente ex soldato, amante del jazz e con un debole per il whisky.

 
Buono, non male

Vi avevo parlato del precedente volume della serie in questo post e vi avevo detto che si tratta in realtà di una raccolta di racconti più o meno lunghi. I protagonisti sono ancora una volta Sidney Chambers, reverendo di provincia, e il suo amico Geordie Keating, ispettore di polizia.
Di nuovo, i racconti non sono dei gialli deduttivi: niente enigma della camera chiusa, non sempre è possibile per il lettore arrivare alla conclusione insieme all'investigatore, ma è anche vero che essendo racconti brevi non è sempre possibile sviluppare il giallo come in un romanzo. Il fatto di dover concentrare l'intreccio in poche decine di pagine (nessun racconto raggiunge il centinaio) costringe per forza a fare una scelta. Comunque sia questo non toglie affatto respiro alle storie, anzi forse è perfino più fruibile perché tra un mistero e l'altro è possibile fare una pausa.

Rispetto al volume precedente la traduzione è migliorata: se vi ricordate vi avevo segnalato che nella traduzione italiana di Sidney Chamber e l'Ombra della Morte erano state commesse parecchie imprecisioni, che qui noto essere notevolmente diminuite. C'è ancora qualche cosa da sistemare, ma la lettura non ne risente per nulla quindi da questo punto di vista è stato fatto un buon lavoro.

Quello che invece mi lascia perplessa è la costante presenza di riferimenti, note a piè di pagina, informazioni sparpagliate come se non ci fosse un domani. So che può sembrare un controsenso, perché per il volume precedente questo era stato uno degli aspetti che avevo apprezzato di più, ma in questo secondo libro della serie mi pare che Runcie abbia un po' esagerato. Sembra quasi che abbia infarcito ben benino le storie di tutte queste informazioni al solo scopo di mostrarci quanto sono ben contestualizzate le sue storie: James, lo sappiamo che sei bravo, ma ora basta. Tutta questa ansia di rimpinzare il lettore di nozioni storiche/di costume mi piace solo fino a un certo punto, poi si passa il limite e diventa pedanteria.

Le trame dei racconti sono indiscutibilmente belle: il secondo racconto del volume è senza dubbio il mio preferito. Sono ben scritti, ben strutturati, scorrevoli visto il genere. Da questo punto di vista James Runcie torna a farmi apprezzare i suoi scritti. Solo uno dei racconti non mi è piaciuto, perché l'ho trovato eccessivamente inverosimile e improbabile, ma direi che un racconto su sei è una buona media!

Nel complesso consiglio questo libro a chi abbia già letto il primo e quindi abbia già avuto modo di apprezzare Sidney Chambers altrove, ma non a chi voglia prendere in mano Runcie per la prima volta. I neofiti si spaventerebbero, temo. Personalmente resto in attesa delle prossime traduzioni, perché il volume è molto ben strutturato, piacevole da tenere in mano e con una bellissima copertina, le storie sono comunque avvincenti e intriganti e i personaggi ben riusciti (a tal proposito, finalmente Leonard Graham ha un po' più di spazio!), quindi il mio giudizio è complessivamente positivo!

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