mercoledì 7 giugno 2017

RECENSIONE | "Regina Rossa" di Victoria Aveyard

Buongiorno lettori e lettrici! Oggi sono qui con voi per dire la mia su quello che è stato il mio #guiltypleasure del mese di maggio: Regina Rossa di Victoria Aveyard, edito in Italia da Mondadori. Come recensione arriva mooolto in ritardo, dal momento che il volume è uscito ormai da anni, ma avevo deciso di aspettare a leggere la saga che fosse uscito il terzo volume. Ecco cosa ne penso!

Regina Rossa
di Victoria Aveyard
Ed: Mondadori - 432 pagine
Ebook6.99 euro - Copertina rigida19.00 euro - Brossura: 12.50 euro

Il mondo di Mare Barrow è diviso dal colore del sangue: rosso o argento. Mare e la sua famiglia sono Rossi, povera gente, destinata a vivere di stenti e costretta ai lavori più umili al servizio degli Argentei, valorosi guerrieri dai poteri sovrannaturali che li rendono simili a divinità. Mare ha diciassette anni e ha già perso qualsiasi fiducia nel futuro. Finché un giorno si ritrova a Palazzo e, proprio davanti alla famiglia reale al completo, scopre di avere un potere straordinario che nessun Argenteo ha mai posseduto. Eppure il suo sangue è rosso... Mare rappresenta un'eccezione destinata a mettere in discussione l'intero sistema sociale. Il Re per evitare che trapeli la notizia la costringe a fingersi una principessa Argentea promettendola in sposa a uno dei suoi figli. Mentre Mare è sempre più risucchiata nelle dinamiche di Palazzo, decide di giocarsi tutto per aiutare la Guardia Scarlatta, il capo dei ribelli Rossi. Questo dà inizio a una danza mortale che mette un nobile contro l'altro e Mare contro il suo cuore. "Regina Rossa" apre una nuova serie fantasy dove la lealtà e il desiderio rischiano di esseri fatali e l'unica mossa certa è il tradimento.
Molto bello!

Confesso che sono partita un po' in punta di piedi con il romanzo. Sono una fan del genere fantasy, ma questa particolare sottocategoria tende spesso a non soddisfarmi del tutto. Avevo comunque voglia di leggere una storia di un mondo che non fosse il mio e così mi ci sono buttata.

Se avessi dovuto fermarmi ai primi capitoli lo avrei odiato. Le prime trenta/quaranta pagine sono state una pena, tediosi come l'anima morta di Caronte. Non riuscivo a creare un legame con nessuno dei personaggi, c'era troppo di "già visto" in quelle pagine e in più occasioni sono stata tentata di abbandonare la lettura, ma poi guardavo la percentuale di lettura su Kobo e mi dicevo che dopo così poco non potevo già gettare la spugna. Avevo davanti a me un viaggio in treno molto lungo, dopotutto. Meno male che ho dato ascolto alla razionalità, perché non sono rimasta per nulla delusa.

Mare andava messa alla prova. Trovo che per apprezzarla al meglio si debba arrivare al turning point, al momento di svolta in cui Mare viene coinvolta in modo diretto negli eventi. Prima è la solita storia, dopo diventa originale. Non penso che in questo primo volume sia al pieno della sua maturazione, ma già in Regina Rossa emergono quelli che sono i suoi tratti principali: sono caratteristiche che mi piacciono, forse sono qualcosa di già affrontato in altri autori ma la Aveyard riesce in qualche modo a renderne differente il sapore. Non è qualcosa che saprei spiegare diversamente, sono caratteristiche già viste ma al contempo molto diverse. Ho provato questa sensazione piacevole in quasi ogni passaggio (tolti, come dicevo, i capitoli iniziali). Gli altri personaggi sono a loro volta abbastanza ben delineati: Cal in particolare trovo che sia tratteggiato nel modo giusto, l'autrice riesce a far capire che è un buono con un lato oscuro, come siamo tutti in effetti, è un ragazzo giovane che fa fatica a conciliare quello che prova con i dettami della sua cultura. Siamo noi stessi messi di fronte a scelte del genere, nel mondo in cui viviamo. Cal è una rappresentazione di molti nostri contemporanei.

Evangeline è un personaggio pessimo. Non perché sia in un certo senso un'antagonista, ma perché è tratteggiata veramente male. Evangeline è uno stereotipo dopo l'altro, non c'è nulla di originale in lei, sembra quasi uscita da un film di Disney Channel. Per questo (e anche per qualcosa di cui vi dirò sotto) non posso dare un punteggio pieno a Regina Rossa. Maven, al contrario, è stato una vera sorpresa e mi ha stesa nel finale: chi mi segue su Goodreads ricorderà i miei commenti deliranti a riguardo.

L'ambientazione non mi ha soddisfatta pienamente. Ho apprezzato molto la distinzione per ragioni biologiche che sfociano poi nell'ideologico, anche se avrei preferito una maggior caratterizzazione delle varie classi sociali (sia quelle dei Rossi che degli Argentei) perché è innegabile che esistano in una società avanzata come quella presentata dalla Aveyard. Inoltre, da un punto di vista di immaginazione non sono riuscita a conciliare elettricità, radiazioni e armi da fuoco con un mondo che sembra a tutti gli effetti medievale. Sì, è qualcosa di poco sfruttato e questo lo concedo, ma c'era qualcosa di poco convincente, che sembrava stridere.

La trama in sé mi è piaciuta molto. Gli avvenimenti, pagina dopo pagina, mi hanno interessata e soprattutto mi è piaciuto il modo in cui vengono descritti: il tempo presente risulta incalzante e mi fa sentire immersa nella vicenda, mentre le descrizioni sono ridotte al minimo e ciononostante sono ugualmente evocative. Il dono della sintesi è raro e sono molte le descrizioni ridondanti, eccessive. La Aveyard sa scrivere.

Nell'insieme Regina Rossa per me merita quattro cuori su cinque. Non posso dare un pieno punteggio per via della stranissima ambientazione, un po' troppo "fantasiosa" anche per me, perché risulta troppo difficile da immaginare, e per alcune scelte eccessivamente semplicistiche riguardo alcuni personaggi. Lo consiglio comunque agli amanti del genere e io stessa andrò avanti nella lettura della serie, ho apprezzato moltissimo il primo capitolo!

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