venerdì 21 aprile 2017

RECENSIONE | "The Glittering Court" di Richelle Mead

Ciao, piccoli libridinosi! Buon venerdì! Siamo ormai quasi alla fine della settimana e, anche se non potrò conoscere Richelle Mead a Tempo di Libri perché, semplicemente, non sono a Milano, voglio comunque portarvi un pezzetto di lei in questa mia recensione di The Glittering Court, il primo volume della sua nuova trilogia edito in Italia da Edizioni LSWR: cominciamo!

The Glittering Court
di Richelle Mead
Ed: LSWR Edizioni - 448 pagine
Ebook: 9.99 euro - Copertina rigida: 16.90

Libro dagli ampi orizzonti, che spazia dai lussuosi palazzi di Osfrid alla polvere d'oro e alle selvagge foreste di Adoria, La Corte Scintillante racconta la storia di Adelaide, una contessa osfridiana che si fa passare per la sua cameriera al fine di sfuggire a un matrimonio combinato e cominciare una nuova vita a Adoria, il Nuovo Mondo. Ma per farlo deve entrare nella Corte Scintillante. Scuola e impresa d'affari insieme, la Corte Scintillante si propone di trasformare delle ragazze povere in signore altolocate destinate a matrimoni con uomini ricchi e potenti nel Nuovo Mondo. Adelaide naturalmente eccelle in tutte le materie e si fa anche delle nuove amiche: l'impetuosa Tamsin, un'ex lavandaia, e la bellissima profuga sirminicana Mira. Riesce a nascondere la propria identità a tutti tranne che all'affascinante Cedric Thorn, figlio del facoltoso proprietario della Corte Scintillante. Quando Adelaide scopre che Cedric nasconde a sua volta un pericoloso segreto, insieme escogitano un piano per ricavare il massimo vantaggio dall'inganno di lei. Ben presto sorgono delle complicazioni - prima durante la traversata dell’insidioso Mar di Ponente da Osfrid a Adoria, e poi quando Adelaide attira l'attenzione di un potente governatore. Ma nessuna complicazione si dimostrerà problematica quanto la potente attrazione che divampa tra Adelaide e Cedric. Un'attrazione che, se trovasse sfogo, scandalizzerebbe la Corte Scintillante e renderebbe entrambi dei reietti in terre selvagge e quasi completamente inesplorate...
Molto bello!

Prima di cominciare, due parole sulla copertina: WOW. Ok, è una parola sola: allora diciamo WOW WOW. L'edizione italiana ha mantenuto la cover originale (che per fortuna non è inquietante come quelle de L'accademia dei vampiri: chiedo scusa agli appassionati della saga, ma secondo me quelle copertine sono tremende! De gustibus). Io amo quando la cover originale viene mantenuta. Grazie per questa perla!

Ora, per cominciare a parlare del libro in sé, voglio dire prima di tutto che sono entusiasta di questa lettura. Sì, è una lettura leggera. Sì, non stiamo parlando di un futuro premio Pulitzer. Ma questo libro mi ha intrattenuta, e non è forse questo lo scopo di un libro?

The Glittering Court è scritto bene: è scorrevole, è avvincente, è ben pensato ed è ben steso. Non ho trovato un solo refuso (ed io sono famosa per andare a caccia di errori) né problemi di editing o di impaginazione. La struttura stessa del volume è bella, solida e ben fatta. Non conoscevo LSWR Edizioni, lo dico con onestà, ma mi hanno colpita in modo talmente positivo che d'ora in avanti mi ricorderò sempre di loro! Non posso dirne se non bene: è stato fatto un ottimo lavoro di traduzione, chiunque abbia fatto parte del team che ha lavorato ha questa edizione ha svolto il proprio compito in modo egregio. Levo il calice e mi inchino!

La storia in sé è veramente carina: come vi dicevo nella segnalazione che vi ho fatto, The Glittering Court svolge il ruolo di ponte di passaggio tra The Selection e Reign. Mi sembrava quasi di sentire in sottofondo Charlie Boy o The Power of Love in sottofondo. L'intera trama si svolge tra saloni, stanze da ballo, camere da musica e da pranzo. I vestiti e le acconciature sono coprotagonisti della vicenda tanto quanto Adelaide e le altre ragazze. Tuttavia, la parte che ho preferito è stata la seconda, dopo la partenza di Adelaide e Cedric per Hadisen: non sono sicura del perché, ma mi ha presa talmente tanto che mi è sembrato di essere lì.

Il finale, poi, sembra rotolare verso la conclusione come un barile giù per il fiume (Bilbo, sei stato tu?). Incalzante, avventuroso al punto giusto. Forse un po' forzato in certi punti: vanno bene le coincidenze, ma a tratti negli ultimi capitoli sono state un po' troppe per essere credibile (il provvidenziale arrivo di un paio di pirati di passaggio mi è parso un po' troppo). Nell'insieme, comunque, molto molto piacevole.

I personaggi forse andrebbero un po' migliorati: è il motivo per cui non posso dare un punteggio pieno al romanzo. Adelaide è un po' una power player, sa fare tutto e lo sa fare meglio: la sua rocambolesca avventura nel finale, come ho detto, è un po' forzata, così come mi sembra lo siano certi suoi atteggiamenti. Inoltre mi è sembrato che il cambiamento nel suo carattere sia stato fin troppo rapido: da opportunista di nobili origini a eroina romantica che si adatta a dormire per terra nel giro di pochi capitoli mi sembra un po' esagerato. Anche il suo rapporto con Tamsin e Mira è strano: nel giro di una decina di pagine ci viene già detto che sono amiche per la pelle, ma perché questo sia verosimile bisogna che il lettore possa vedere questa amicizia evolversi, non basta accettarla come dato di fatto. Ciò detto, Adelaide stessa è una protagonista che mi piace, anche se i miei personaggii preferiti rimangono Mira e Aiana, delle quali spero di sapere di più nei prossimi capitoli.

Per concludere, voglio dare a questo primo capitolo della trilogia quattro cuoricini su cinque. In teoria potrebbe essere autoconclusivo, ma ci sono alcuni punti interrogativi che mi incuriosiscono: che ne sarà di Tamsin? E Mira quali segreti nasconde? Non vedo l'ora di leggere il prossimo capitolo, non ero così curiosa dai tempi di The Paper Magician. Brava Richelle Mead, bravi voi della LSWR Edizioni: avete fatto un ottimo lavoro!

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