sabato 11 marzo 2017

RECENSIONE | "Hermanos" di A. Bogani e E. Pozzoli

Ciao a tutti, lettrici e lettori! Bentornati sul blog per una nuova recensione: il libro in questione si chiama Hermanos ed è un romanzo scritto a quattro mani da Alessandro Bogani e Edoardo Pozzoli, che mi è hanno gentilmente inviato il loro libro per una recensione brutale e cattiva onesta.


Hermanos
di A. Bogani e E. Pozzoli
Ed: Ispired Digital Publishing
Ebook: 1.99 euro

America, fine dell’ottocento. Un pistolero eccellente poco riflessivo e molto esuberante, uno stratega infallibile e di poche parole, un ex-soldato americano pavido e pigro ed un medico senza le giuste qualifiche, ognuno in cerca della propria strada, si ritrovano in fuga dall’Arizona verso il Messico. Ricercati con l’accusa di furto di un carico d’oro sia dall’esercito Americano che da quello Messicano e con la certezza della fucilazione in caso di cattura, si trovano costretti a mettersi sulle tracce dei veri responsabili che li hanno volontariamente cacciati in quella spiacevole situazione. Una volta scoperta la destinazione dei lingotti e dei veri ladri, il gruppo avrà ancora il coraggio di cercare vendetta per la falsa accusa e di impossessarsi dell’oro?
Hermanos è un romanzo western dal sapore duro e dalle tinte forti, esattamente come l’epoca in cui è ambientato, dove una persona con in mano un’arma poteva fare una grande differenza. Un libro coinvolgente ed emozionante per un genere che ancora oggi continua ad affascinare le persone. Gli autori Bogani e Pozzoli trascinano il lettore nel vivo dell’azione con situazioni concitate e suggestive dove, l’attenta caratterizzazione dei personaggi, riesce a rappresentare perfettamente tutte le sfumature delle persone di quel periodo. Distinguiamo infatti pistoleri formidabili, approfittatori, strateghi, codardi, ladri spietati, buffoni, uomini di legge risoluti e ribelli alla ricerca disperata di giustizia, tutti legati da un fato che appare costantemente avverso.

Molto bello!

I due giovani autori ci portano fin da subito in un clima attivo: il primo capitolo inizia in medias res e non ci lascia quasi il tempo di chiederci chi o cosa o perché. Incontriamo fin da subito uno dei protagonisti, Julio, un giovane simpatico ma un po' pasticcione, abilissimo pistolero e aspirante rapinatore di diligenze. Un punto forte di questa storia sono senza dubbio i personaggi: ciascuno ha il proprio carattere, non c'è ripetizione, non sono personaggi piatti: essendo questo un romanzo abbastanza corale è fondamentale che tutti i personaggi in gioco siano diversi tra di loro e da questo punto di vista sono rimasta molto soddisfatta, sono tutti caratterizzati con grande cura ed attenzione al dettaglio.
Aggiungerei una nota personale: nei protagonisti ho rivisto qualcosa dei Maladrini e il mio cervello è partito per la tangente.

La trama in sé presenta uno dei tipi canonici del genere western: storie di banditi, di frontiera. Bogani e Pozzoli non hanno perso di vista il genere nel quale il romanzo naviga, non sono "usciti dai binari", per rimanere in tema, il che è sempre molto facile considerando con quanti altri generi il western può essere mixato. In Hermanos invece rimaniamo nel western puro, con uomini rudi ma tormentati dalle proprie storie passate che non si perdono tanto in chiacchiere e fanno quello che va fatto. Anche questo è un punto a favore del romanzo, non si smarrisce sulla via dello sviluppo.

Un'altra cosa che ho apprezzato è stata la piacevole assenza di contorno: non sappiamo l'anno preciso in cui si svolge la storia, sappiamo solo che siamo dopo la Guerra di Secessione e lo sappiamo solo perché se ne parla nel romanzo, né sappiamo la precisa locazione geografica, della quale possiamo solo farci un'idea: in parte negli Stati Uniti, in parte in Messico, ma nulla di più preciso. Il bello del genere western è anche questo: è come un quadro di cui si è smarrita la cornice. Non deve dire quando e dove: siamo nell'old wild west, dove non ci sono punti di riferimento, dove tutto è frontiera, dove tutto si conquista. Hermanos rende bene questa idea. Va letto con attenzione per coglierne i dettagli, ma non darà mai alcuna conferma al lettore, come un buon western dovrebbe fare.

Qualche piccolo appunto, però, lo devo fare. Conosco l'Inspired Digital Publishing solo vagamente, quindi non sono certa di come lavorino, ma ciò che è certo è che il lavoro di editing alle spalle di Hermanos è stato scarsino. Non è colpa degli autori, correggere gli errori ed esaltare la prosa è compito dell'editor. Al di là delle scelte del vademecum della casa editrice, che non posso e non devo contestare, ci sono imprecisioni che vanno al di là di qualsiasi licenza. In questo testo si riscontrano ripetizioni, sviste di battitura, errori di consecutio temporum e un linguaggio eccessivamente colloquiale (anche per un western: un linguaggio appropriato al genere è un linguaggio duro, fosco, ma deve comunque essere lessicalmente corretto). Un altro piccolo appunto, anche se in questo caso è davvero una sciocchezza, sono i termini in lingua spagnola: sono pochi, nel testo, servono solo a dare un'idea della provenienza dei personaggi e del loro luogo di residenza, ma occorre revisionarne gli accenti.

Infine un consiglio ai due autori per il futuro: un western, per quanto debba essere, come dicevo qui sopra, senza contorni precisi, ha comunque bisogno di basi solide. Consiglio quindi una buona documentazione storica che impedisca alcune imprecisioni che ho riscontrato nel testo. Questa non vuole essere una critica, ma solo un suggerimento: io ho una formazione storica e mi sono accorta di alcune piccolezze, magari un altro lettore non l'avrebbe nemmeno notato. Una buona ricerca è comunque una parziale garanzia di qualità.

In linea generale la mia opinione su questo libro è positiva: mi ha permesso di tornare in ambientazioni come quelle di Paradise Sky e Warlock, che non sono più stata in grado di trovare sulla carta stampata, mi ha dato piacevoli sensazioni nel corso della lettura e, considerando che è un romanzo d'esordio di due autori molto giovani, è ricco di potenziale. Mi piacerebbe molto leggere nuovamente qualcosa di loro invenzione in futuro, perché sono convinta che abbiano grandi capacità.

martedì 7 marzo 2017

RECENSIONE | "Shakespeare - Una biografia" di Peter Ackroyd

Ciao a tutti, amici bibliofili, bentornati sul blog!
Oggi voglio proporvi la recensione di un libro che ho amato moltissimo, iniziato a febbraio ma per varie motivazioni concluso solo in questi ultimi giorni sebbene mi mancassero poche pagine. Sto parlando di Shakespeare - Una biografia di Peter Ackroyd.


Shakespeare - Una biografia
di Peter Ackroyd
Ed: BEAT - 670 pagine
Ebook: 9.99 euro - Brossura: 14.03 euro

Il romanzo della vita di Shakespeare: così può essere definita questa monumentale biografia che penetra così a fondo nel mondo e nelle vicende più salienti dell'esistenza del genio inglese da apparire più come l'opera di un scrittore coevo che quella di un biografo del ventunesimo secolo. Shakespeare nacque a Stratford il 23 aprile del 1564 e morì nella stessa piccola città inglese nel 1616. Gli amici di Stratford furono i suoi amici di sempre, le persone che accompagnarono l'intera sua esistenza. Lavorò in teatro, recitando nelle prime sale londinesi e riscrivendo e componendo per una serie di compagnie determinate quali "The Queen's Men", "The Lord Chamberlain's Men" e "The King's Men". Un piccolo mondo, preciso, costante. Peter Ackroyd ci accompagna innanzi tutto nel paesaggio di questo mondo. Percorre le strade di Stratford e Londra, a cavallo tra Cinquecento e Seicento, come se appartenesse pienamente a quel tempo. Descrive l'ambiente teatrale come se fosse uno spettatore elisabettiano e assistesse alle prime rappresentazioni delle tragedie e delle commedie. Scrive dello Shakespeare attore, drammaturgo e poeta, e dunque della sua cerchia di impresari, attori e coautori e della loro "comunanza di sentimenti". Ritesse, insomma, non solo la tela dell'epoca di Shakespeare, ma ne ravviva i colori e le sfumature come se fossero appena dipinti.

Meraviglioso!

Prima di tutto una premessa più che doverosa: al contrario di quanto dice la sinossi che vi ho riportato, che è quella di Amazon, questo libro non è un romanzo. Ci tengo a specificarlo perché chi lo dovesse comprare aspettandosi un bel romanzo storico tranquillo sbaglierebbe completamente acquisto. Questo mattone di quasi 700 pagine NON è un romanzo. Con questo non voglio dire che sia brutto, come avete visto ho assegnato a questo volume ben cinque cuoricini: dico però che non è una lettura leggera. Questo libro è un saggio.

Fin dalle prime pagine ci troviamo immersi nella vita si Shakespeare per quella che è la sua totalità. Mi spiego: dalla prima all'ultima pagina noi non sapremo solo le vicende che riguardano William, ma anche quelle che riguardano i suoi amici, la sua famiglia, i nemici e perfino i vicini di casa, da quante volte andavano in bagno a quanto pagavano d'affitto. Questo testo è ricco di informazioni, così ricco a dire il vero che spesso mi sono fermata per ricapitolare un po' ciò che avevo letto. Ho preso appunti, ho attaccato delle etichettine per segnarmi le pagine per future consultazioni, perché questo è un testo di consultazione. Non aspettatevi grandi colpi di scena: questa è storia, pura e semplice (proprio come piace a me, oserei dire!).

Non conoscevo Ackroyd prima di questo libro, ma ho intenzione di recuperare altri suoi testi. Ha un modo di approcciarsi a Shakespeare che definirei trasversale: né storico, né letterario. Ackroyd fa un lavoro molto profondo in queste pagine: lui analizza le opere di Shakespeare in relazione alle vicende che ne hanno caratterizzato la vita. I boschi che occupano le sue opere sono i boschi della sua infanzia, le donne che popolano drammi, commedie e sonetti sono le donne che ha incontrato nel corso della sua esistenza. Ackroyd riesce a dare alle parole del Bardo un nuovo significato.

Per me vale tutto. Si tratta di una delle letture più belle, approfondite e dettagliate che abbia fatto negli ultimi mesi e soprattutto si tratta di un lavoro di passione: Ackroyd ama Shakespeare profondamente e si capisce bene, benissimo. Ad ogni pagina sempre quasi di sentirne la voce, come di un simpatico, arzillo professore pieno di esperienza che vuole disperatamente farti amare ciò che ama lui, come se fosse un fanboy.

Consiglio questo libro a tutti coloro che amano Shakespeare e che vogliono avere una visione d'insieme, una visione intera di ciò che è stata la sua vita, a coloro che vogliono capire i perché e i percome della sua poetica, ma anche e forse soprattutto agli appassionati di storia che desiderano saperne di più dell'epoca del teatro elisabettiano.

Nota di servizio: suggerisco di leggere anche le note dell'autore che seguono l'indice dei nomi, contiene ulteriori informazioni interessanti!

lunedì 6 marzo 2017

SEGNALAZIONE | "Essenzialmente donna" di Silvia Devitofrancesco

Buongiorno, lettrici e lettori! Com'è andato il vostro week end? Il mio è stato per una volta libero da esami e mi sono finalmente rilassata un po'! Voi cosa avete fatto?

Oggi sono qui per segnalarvi Essenzialmente donna, una raccolta di racconti pubblicata da Silvia Devitofrancesco e che potrete trovare su Amazon da oggi.
 
 
Essenzialmente donna
di Silvia Devitofrancesco
Ed: Self Publishing - 70 pagine
Ebook: 0.99 euro (gratis con Kindle Unlimited)
BOOKTRAILER

"Essere donna è essere una delle creature più poliedriche del Creato".
Sette racconti che spaziano dal Romance all'indagine psicologica, dalla problematica familiare al genere storico, dal ricordo adolescenziale al Chick lit.
Sette personaggi femminili raccontano le loro storie ed esprimono il loro modo di essere donna.
Completa il testo una piccola guida ironica per essere donne vincenti nel XXI secolo.

Potete comprarlo su Amazon: cliccate qui!

Silvia Devitofrancesco è nata a Bari nel 1990. È laureata in Lettere (curriculum "Editoria e giornalismo") e ama scrivere e leggere sin da piccola. Dopo aver pubblicato racconti in antologie, approda al romanzo con Lo specchio del tempo col quale vincerà il premio letterario "Autore Possibile 2016". Nel 2016 pubblica l'opera umoristica "Ultimo accesso alle..." e la commedia romantica "Un secondo, primo Natale".
Gestisce il blog letterario www.ragazzainrosso.wordpress.com.