sabato 5 maggio 2018

IL MAGGIO DEI LIBRI | Viaggio nella Libertà

Buongiorno, lettori! Come forse molti di voi già sanno, maggio non è semplicemente un mese dal clima ballerino: per noi lettori è Il Maggio dei Libri, evento che dura tutto il mese e che affronta, attraverso aree tematiche che variano ogni anno, diversi aspetti della lettura e dell'editoria. Per festeggiare, Reading in the T.A.R.D.I.S. si unisce ad altri quattro blog per sviluppare un Viaggio nella Libertà, un percorso tematico che racconta la lettura come libertà sotto ogni sua forma!

Seguendo il filone tematico "Lettura come libertà", a partire da lunedì 07/05 fino a venerdì 11/05 si terranno sui nostri blog delle tappe speciali: ognuno di noi darà il proprio contributo all'evento sulla base delle proprie conoscenze ed esperienze con post che osservano la libertà e la lettura sotto diversi aspetti. La lettura deve essere sinonimo di libertà, quindi quale modo migliore per dirlo ad alta voce?

Quindi ricordate, si parla di lettura come libertà. I blog da tenere d'occhio durante il corso dell'evento sono i seguenti:


Inoltre, se volete rimanere sempre aggiornati e connessi con Il Maggio dei Libri e le sue iniziative in giro per il nostro paese, vi consiglio di scaricare l'app per cellulare, in modo da poter seguire l'evento ovunque siate!

Noi vi aspettiamo sui nostri blog durante tutta la settimana!

REVIEW PARTY | RECENSIONE | "Domani che giorno è" di Laura Cassie


Buongiorno lettori! Oggi sul blog ci concentriamo su un Review Party dedicato a Laura Cassie e al suo nuovo romanzo, Domani che giorno è. Vediamo insieme i principali dati di questo romanzo e la copertina, poi passiamo alla recensione! In fondo al post troverete l'elenco dei partecipanti, così potrete leggere tutte le nostre recensioni!


Domani che giorno è
di Laura Cassie
Ed: Selfpublishing - 115 pagine
Ebook: 1.49 euro

Il 14 novembre è ormai alle porte ed Elizabeth Cooper non vede l'ora di brindare ai suoi trent'anni. Nulla potrebbe essere più bello di così, se non fosse che la sera prima del suo compleanno un terribile incidente automobilistico la vede coinvolta, facendole perdere la vita. Il mattino dopo, tuttavia, si sveglia nel suo letto in ottima salute e senza nemmeno un graffio. È di nuovo il 13 novembre. Uno strano scherzo del destino comincia a prendersi gioco di lei, facendole rivivere lo stesso giorno un'infinità di volte. Cosa sta accadendo? Sta forse impazzendo e tutta questa strana faccenda è quindi frutto della sua immaginazione o l'universo sta cercando di comunicarle qualcosa?
Molto bello!

Prima di tutto, lasciatemi dire che la coincidenza di date mi emoziona: anche io sono nata il 14 novembre. Certo, spero di non morire il giorno prima del mio trentesimo compleanno... Però mi piace la coincidenza, ho sempre pensato che il 14 fosse un buon numero e novembre un bel mese, quindi mi fa piacere condividere questa piccola cosa con la protagonista. Naturalmente questo non serve saperlo per la recensione, ci tenevo solamente a farvelo sapere!


Tornando ad argomenti più pertinenti, già dalla sinossi si coglie il mistero della trama. Una cosa tipo Ricomincio da capo con Bill Murray, la protagonista si risveglia ogni giorno lo stesso giorno, rivivendo gli stessi momenti, dopo essere morta in un incidente. Un eterno purgatorio? O lei è impazzita? Mi ricordo che da bambina vidi un cartone animato con Qui, Quo e Qua che rivivevano il giorno di Natale per giorni interi. Lì era colpa di un desiderio espresso nel modo sbagliato. Questo tipo di racconto di solito segue la stessa regola: c'è qualcosa, nel corso di questa giornata eternamente rivissuta, che deve essere cambiato per poter uscire dal loop temporale. In questo caso, il cambiamento deve avvenire nella mente di Elizabeth, oltre che negli avvenimenti della giornata.

I personaggi sono molto piacevoli. Si tratta di un romanzo che si compone di più persone, pur essendo Elizabeth la protagonista indiscussa ci sono altri individui che fanno parte della sua vita e del suo fatidico 13 novembre e ciascuno di essi è ben costruito. Chiedo di essere perdonata per aver sorriso quando ho letto il nome Jack Smith, perché è come leggere Mario Rossi, ma tolto il piccolo momento ilare per questo nome sono rimasta molto contenta della gestione dei singoli personaggi. L'unica cosa che, senza spoiler, posso obiettare (senza però che tolga nulla alla mia opinione positiva) è l'accettazione da parte di uno dei personaggi della rottura del proprio fidanzamento: pur capendo che la situazione narrativa richiedeva una reazione pacata e tranquilla, mi è parsa una scelta un po' forzata. Ciò detto, ripeto che la mia opinione rimane molto positiva.

L'ambientazione mi è piaciuta abbastanza, anche se ammetto che avrei preferito vedere un ambiente nostrano. Naturalmente questo non influenza la recensione, perché devo valutare la qualità del libro e non il luogo in cui si svolge, ma nel momento in cui mi impegno per parlare di un romanzo voglio dire proprio tutto tutto. Con questo in mente, trovo che comunque la resa dell'ambientazione sia ottima, l'autrice permette di immergersi nel luogo in modo completo, senza inserire forzate desrizioni infinite: percepiamo la città in modo chiaro e completo attraverso tanti dettagli, tante frasi che rendono fluida la lettura e ci lasciano capire molto più di pagine intere di descrizioni.

Lo stile è buono. Mi sono accorta, nel corso della lettura, che ci sono spazi di miglioramento, si tratta di un'autrice giovane e che ha tanto tempo davanti a sé per smussare gli angoli, ma posso dire che le basi sono ottime. Il romanzo possiede un buon ritmo narrativo, la lettura diventa incalzante nei momenti giusti e rallenta laddove è necessario che rallenti. In generale si vede che Laura Cassie sa di cosa sta parlando, sa cosa sta facendo ed è molto decisa a farlo bene.

Quattro punti su cinque: si tratta di una storia piacevolissima, che si legge volentieri e che alla fine mi ha lasciata molto sooddisfatta. Un libro, per essere buono, deve chiudersi lasciandomi emozionata e sono stata estremamente lieta di aver affrontato Domani che giorno è. Consigliatissimo!

mercoledì 2 maggio 2018

BOOKISH CHAT | Lo strano significato della TBR

Ah, la TBR. Anche nota come To Be Read list, ossia l'elenco dei libri che possediamo, che accumuliamo e che si impolverano senza che siamo ancora riusciti a leggerli. Una sorta di Torre di Pisa in perenne stato di abbandono, che si compone di un numero di mattoni pari a ∞+1 e che non verrà mai abbattuta. Ad ogni libro prelevato ne corrispondono 3 aggiunti. Ogni volta che pensiamo "ora non compro altri libri finché non ho finito questi", ecco che puntualmente ci viene regalata una carta regalo da Feltrinelli e vuoi non spendere quei soldi? Sarebbe un peccato madornale! Oggi sono qui per parlare con voi del significato nascosto della TBR, ossia di tutti quei motivi per cui dovremmo controllarla di quando in quando.



Certo, la TBR ha i suoi lati positivi. Quando pensiamo a tutti quei meravigliosi titoli che ancora non abbiamo approfondito, a tutti quegli universi narrativi che non abbiamo ancora visitato, ci accorgiamo di tutte le meravigliose possibilità che abbiamo di fronte. La TBR ci offre nuovi materiali di ricerca, se vogliamo chiamarli così, nuove idee e opinioni. Più grande è la TBR, più in grande possiamo immaginare prima di tuffarci al suo interno.

Tuttavia sono tantissimi i lettori (soprattutto i blogger, purtroppo, che della lettura hanno fatto anche un mestiere) che osservano la loro TBR crescere e si sentono in ansia al pensiero. Dopotutto, qual è il punto di comprare libri e non leggerli? Perché accumulare testi su testi se poi possiamo leggerne neanche la metà? Allora diventa normale limitarsi negli acquisti, non solo per un fattore economico, ma anche "morale", in un certo senso: mi serve davvero questo nuovo libro?


Un po' di tempo fa mi sono dedicata al decluttering della mia libreria: chiaro, non mi sono spinta fino al punto in cui Marie Kondo avrebbe voluto spingermi, ma ho fatto un bel ripulisti e poi ho venduto tutto su Libraccio. Oltre al rientro di qualche euro, sono stata felice di sapere che i libri che io non avevo amato o che dopotutto non avrei mai letto siano andati a qualcuno che saprà apprezzarli veramente. Sono dell'idea, infatti, che i libri che abbiamo letto e che desideriamo conservare dicano molto di noi: se entriamo in una casa e osserviamo i libri di chi vi abita, è possibile farsi un'idea del genere di persona che respira in quelle stanze. Indicare quale libro ci rappresenta di più è un buon modo di presentarci agli altri. Al contrario, conservare libri che non ci sono piaciuti o avere una TBR di cose che in effetti, a ben pensarci, non leggeremo mai, non dice nulla di noi, nemmeno a noi stessi. Non apporta nulla di positivo alla nostra vita.

Avere una TBR infinita, ma costituita da libri che con ogni probabilità ci piaceranno e lasceranno in noi una traccia è bellissimo; averne una fatta di libri che forse, e solo forse, potrebbero eventualmente piacerci, o di libri che hanno una bella copertina ma un contenuto povero, ci destabilizza come lettori.


Dunque quale valore diamo ai libri non letti e che occupano spazio nella nostra libreria? Ormai, con le librerie digitali, il fattore spazio è diventato secondario e se non siamo sicuri di un titolo possiamo sempre comprarlo in ebook, prima di decidere se acquistarlo cartaceo, investendo una cifra minore e senza sacrificare spazio. Ma chi come me ama i libri in entrambi i formati, fisici e virtuali, come si può regolare? Siamo disposti a vedere buona parte dei nostri scaffali intasati da libri che sì, sono belli da vedere, ma che dopotutto non leggeremo mai?

Per i vestiti le cose sono più semplici. Ho adottato un metodo: se per un anno intero non ho indossato un determinato capo d'abbigliamento, che sia un maglione o un paio di calze o di sandali, l'anno successivo lo regalo a qualcuno che saprà apprezzarlo più di me. Se nella bellezza di 365 giorni non ho avuto nemmeno una volta la voglia o l'occasione di indossarlo, evidentemente i miei gusti sono cambiati, oppure sono cambiate le mie abitudini, e allora lo regalo. Ci sarà sempre qualcuno a cui piacerà di più e che lo porterà con gioia. Naturalmente da questo conteggio sono esclusi quei vestiti a cui mi sento legata da un valore affettivo, ma per tutti gli altri seguo questo metodo ed evito gli sprechi. Per i libri, però, non è possibile: se in un anno non ho letto un determinato libro, non significa che non succederà in futuro. Un libro trascende sia il gusto estetico sia l'occasione: non c'è una stagione per leggere un romanzo rosa, né un metro estetico per giudicare il contenuto di un saggio storico. Quindi come fare? Quando lo spazio sugli scaffali finisce, le opzioni sono tre: comprare altri scaffali, mettere i libri in eccesso ovunque (anche in bagno) oppure liberarsene.


Nell'ultimo periodo mi sono resa conto che il troppo stroppia. Mi sono sentita sempre più attratta dagli spazi sgombri, piuttosto che da quelli pieni. Lo stesso vale per i libri. Ho diviso i libri in "letti" e "non letti" e da ciascun gruppo ho tolto ciò che non mi era piaciuto o ciò che non avrei mai letto. Allora sono successe alcune cose: ho conservato la maggior parte dei titoli, il che mi ha fatto capire che fino ad ora la maggior parte delle mie letture sono state positive; ho tenuto i libri di quando ero piccola, perché vorrei un giorno passarli a mio figlio; ho ritrovato cose che non ricordavo di avere; ho riletto i titoli della mia TBR scoprendo di avere cose interessanti, il che mi ha dato nuova energia per leggerle; ho fatto spazio sugli scaffali per nuovi testi; ho reso felici altri lettori vendendo loro cose che a loro piacevano e a me no.

La mia TBR, una volta analizzata a dovere, mi ha insegnato il valore della conservazione e quello del ricordo. Ciò che voglio ottenere da lei e dalla sua considerevole mole è la qualità. Voglio guardare i miei scaffali e sapere di vedermici riflessa. Voglio che gridino a gran voce il mio nome, che siano il mio biglietto da visita. Come ha detto una volta una persona che ammiro, la vita è troppo breve per leggere libri che non ci piacciono e, per quanto mi riguarda, lo stesso vale per il possederli.

Voi come vi relazionate con la vostra TBR? Quale significato le attribuite? Vi sentite a vostro agio sfogliandone i titoli o anche voi siete in fase decluttering? Lasciatemi un commento o inviatemi una mail, mi farà piacere conoscere le vostre esperienze!