mercoledì 19 aprile 2017

RELEASE PARTY | "The Glittering Court" di Richelle Mead

 ATTENZIONE! AVVISO AI NAVIGANTI!

Oggi, miei cari fringuelli amorosi, esce in Italia The Glittering Court, primo capitolo della nuova serie fantasy di Richelle Mead, che forse molti di voi conosceranno grazie alla serie de L'accademia dei Vampiri (che io ammetto di non aver particolarmente amato, ma nemmeno odiato).

Ebbene, sono fiera di annunciarvi il Release Party dell'edizione italiana di The Glittering Court, definito da molti un ponte tra The Selection e Reign. Personalmente ho amato Reign fino allo svenimento, quindi come potevo non metterci le mani sopra? Reign è una serie che sì, da un punto di vista di costume non è che rispecchi esattamente una ricerca storica accuratissima, ma che ho adorato nonostante il mio lato accademico mi dicesse "Nooo non guardarlo". Ecco perché da The Glittering Court mi aspetto moltissimo: lo inizierò oggi stesso, mi aspettano 400 pagine di puro amore. Ma prima, eccovi qualche dato:


The Glittering Court - La Corte Scintillante
di Richelle Mead
Ed: LSWR Edizioni - 448 pagine
Ebook: 9.99 euro - Brossura: 16.90 euro

Libro dagli ampi orizzonti, che spazia dai lussuosi palazzi di Osfrid alla polvere d'oro e alle selvagge foreste di Adoria, La Corte Scintillante racconta la storia di Adelaide, una contessa osfridiana che si fa passare per la sua cameriera al fine di sfuggire a un matrimonio combinato e cominciare una nuova vita a Adoria, il Nuovo Mondo. Ma per farlo deve entrare nella Corte Scintillante. Scuola e impresa d'affari insieme, la Corte Scintillante si propone di trasformare delle ragazze povere in signore altolocate destinate a matrimoni con uomini ricchi e potenti nel Nuovo Mondo. Adelaide naturalmente eccelle in tutte le materie e si fa anche delle nuove amiche: l'impetuosa Tamsin, un'ex lavandaia, e la bellissima profuga sirminicana Mira. Riesce a nascondere la propria identità a tutti tranne che all'affascinante Cedric Thorn, figlio del facoltoso proprietario della Corte Scintillante. Quando Adelaide scopre che Cedric nasconde a sua volta un pericoloso segreto, insieme escogitano un piano per ricavare il massimo vantaggio dall'inganno di lei. Ben presto sorgono delle complicazioni - prima durante la traversata dell’insidioso Mar di Ponente da Osfrid a Adoria, e poi quando Adelaide attira l'attenzione di un potente governatore. Ma nessuna complicazione si dimostrerà problematica quanto la potente attrazione che divampa tra Adelaide e Cedric. Un'attrazione che, se trovasse sfogo, scandalizzerebbe la Corte Scintillante e renderebbe entrambi dei reietti in terre selvagge e quasi completamente inesplorate...

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Richelle Mead è l'autrice della serie numero uno tra i bestseller internazionali L’accademia dei vampiri, della serie spin-off inserita nella lista dei bestseller del New York Times Bloodlines, e del fantasy anch’esso nella lista del New York Times Soundless. Fin da bambina grande lettrice, Richelle è sempre stata particolarmente affascinata dalla mitologia e dal folklore. Quando riesce a staccarsi dai libri (dopo averli letti o scritti), le piace guardare reality scadenti, viaggiare, provare cocktail interessanti e comprare vestiti da indossare durante i suoi tour. È per sua stessa ammissione caffè-dipendente, lavora in pigiama e ha una passione per tutte le cose stravaganti e rumorose. Originaria del Michigan, ora Richelle vive a Seattle (Washington), dove sta attualmente lavorando sodo al prossimo romanzo della Corte Scintillante.

lunedì 17 aprile 2017

BOOK TAG | Netflix book tag

Ciao, ciccini! Buon lunedì, bentornati ad un'altra settimana sul blog! Questa si prospetta essere una settimana ricca di anticipazioni e belle cose, e per cominciare ho deciso di rispondere ad un tag in cui sono stata taggata (suona male, passatemi la licenza poetica) da Clarissa di Questione di libri nel Netflix book tag! Perciò cominciamo subito con domande e risposte:

1. Recently watched: il libro che hai appena finito di leggere

Ho appena concluso la lettura di Arma Infero - Il Mastro di Forgia, scritto da Fabio Carta: qui la recensione. Si tratta del primo volume di una serie che per il momento conta due capitoli alla pubblicazione, a cura di Inspired Digital Publishing. Ho dato a questo libro tre cuoricini su cinque, perché personalmente l'ho trovato buono ma migliorabile. Presto sul blog leggerete la recensione del secondo capitolo!


2. Top picks: un libro che ti è stato consigliato in base ai tuoi gusti

Alcuni mesi fa mi è stato consigliato da un'amica La repubblica dell'immaginazione da Azar Nafisi, che potremmo considerare un sequel ipotetico del suo primo romanzo Leggere Lolita a Teheran. L'ho comprato subito, ma non l'ho ancora letto, tuttavia se è bello anche solo la metà del primo sono sicura che lo amerò!


3. Recently added: il tuo acquisto libresco più recente

Il mio acquisto più recente è Dark Places di Gillian Flynn. Ho amato moltissimo Gone Girl (di meno il servizio di Libraccio, del quale posso dire solo male) e non vedo l'ora di cimentarmi in questa lettura! Voglio recuperare con il tempo tutti i libri della Flynn, sperando siano tutti di alto livello: so che Gone Girl è molto controverso, che molti non lo hanno apprezzato più di tanto, ma mi ha tenuta attaccata alle pagine senza pause.

4. Popular on Netflix: due libri che tutti conoscono, uno che hai letto e uno che non hai letto

Un libro che in molti conoscono e che ho letto è Outlander di Diana Gabaldon. Ho letto ogni volume uscito fino ad ora e ho odiato ogni parola, da Claire e quella sua aria da "Wow come sono santa" all'eccesso in ogni cosa che la Gabaldon ci schiaffa dentro facendolo passare per alta letteratura. La serie tv mi piace, è meno prolissa e quindi più fruibile; i libri no.



Un libro che tutti conoscono e di cui invece non so proprio nulla è L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera. Onestamente mi pento un po' di questa mia lacuna, che non vedo l'ora di colmare, perché una mia amica è una grande fan di Kundera e ogni volta che ne parla mi fa venire una gran voglia di recuperare i suoi libri. So che forse è moda, perché qualche anno fa Kundera andava davvero di moda e dire di non averlo letto era come bestemmiare in piazza grande, però sono molto interessata: se qualcuno di voi lo ha letto, ditemi cosa ne pensate!


5. Comedies: un libro divertente

Non ho dubbi nel rispondere: La principessa sposa di William Goldman. Si tratta del mio libro preferito in assoluto, che mi ha accompagnata anno dopo anno da quando sono piccola: dice qualcosa di diverso ad ogni età, ma letto da adulti è decisamente divertente. Ne è stato tratto un film, La storia fantastica, con alcuni attori di rilievo: è altrettanto divertente, ma il libro fa davvero rotolare giù dalla poltrona dalle risate.


6. Dramas: il/la drama king/queen di un libro che hai letto

Anche se vorrei disperatamente rispondere additando Thranduil, mi rendo conto che nel film il suo personaggio è moooolto diverso, molto più dettagliato rispetto al romanzo de Lo Hobbit, quindi non posso certo usarlo per questa risposta. Perciò dico la professoressa Cooman della saga di Harry Potter: fa un sacco di scenate e dice cose insensate solo per attirare l'attenzione, ma dopotutto è il bello del suo personaggio, no?


7. Animation: un libro con delle animazioni in copertina

Ci ho messo una vita a rispondere a questa domanda, perché non avevo ben chiaro cosa volesse dire "animazioni in copertina". Alla fine ho concluso che dovesse trattarsi di disegni, perciò ho scelto Austenland di Shannon Hale. Forse qualcuno si ricorderà del film, Alla ricerca di Jane, tratto da questo romanzo: stupendo. Il libro è stupendo. Il signor Nobley è stupendo. Tutto è stupendo e la copertina è meraviglia pura.

8. Watch it again: un libro o una serie che desideri rileggere

Sto facendo un rewatch della trilogia de Lo Hobbit, quindi penso che rileggerei volentieri il romanzo! Ne ho già fatto una rilettura quando uscì il primo film, Un viaggio inaspettato, ma penso che ormai sia passato fin troppo tempo, non vi pare? Quindi rileggerò presto Lo Hobbit.

9. Documentaries: un non-fiction che consiglieresti

Assolutamente e indiscutibilmente Storie di libri perduti di Giorgio Van Straten. Anche di questo vi linko la recensione. Si tratta di un saggio molto breve, edito da Laterza, che conta poco più di un centinaio di pagine: in queste righe Van Straten ripercorre le vicende di alcuni libri che per un motivo o per un altro sono andati perduti per sempre.


10. Action and Adventures: un libro pieno di avventura

Ce ne sono decine: scegliere un solo libro è stato faticoso. Avrei voluto suggerire Il signore degli Anelli o Le pietre magiche di Shannara, oppure American Gods del mio amato Neil Gaiman. Poi ho pensato a Cloud Atlas, a Robin Hood, a Harry Potter che mi ha fatta tanto sognare, a Emil e a La vera storia del pirata Long John Silver. Alla fine, però, ho dovuto escludere tutti i titoli tranne uno: così ho fatto un riassunto, mi sono chiesta "Cosa deve contenere un romanzo perché sia pieno di avventure?" e ho risposto I Tre Moschettieri di Alexandre Dumas.


11. New releases: un libro appena uscito o che uscirà a breve che non vedi l'ora di leggere

Naturalmente non potevo non parlare di The Fate of the Tearling di Erika Johansen, in uscita tra circa quindici giorni. Sebbene l'edizione italiana sia colma di refusi veramente fastidiosi e l'editing faccia un po' schifo (Multiplayer Edizioni, quanto ci metti a sistemare questo tuo dramma?), sono in trepidante attesa di sapere come si concluderà la storia di Kelsea. Soprattutto, sono molto curiosa di saperne di più di Mazza Chiodata: spero che in questo capitolo si approfondisca di più la sua figura misteriosa (che io immagino più o meno così: gnoccheria portami via). L'unica cosa che disapprovo è la copertina italiana: è molto bella, con il castello riflesso nel gioiello, ma non ha nulla a che vedere con quella spagnola, che tra l'altro riprende molto di più le precedenti. Quella italiana, invece, sembra non avere attinenza con gli altri capitoli.


12. Max: tagga qualcuno!

Come al solito taggo tutti e nessuno allo stesso tempo: sentitevi liberi di rispondere a queste domande senza peli sulla lingua. Se avete un blog o un canale youtube, o se volete rispondere in un commento in risposta fatelo e fatemi sapere: sono sempre curiosa delle vostre risposte e può essere una bella occasione per scoprire nuovi titoli!

sabato 15 aprile 2017

RECENSIONE | "Arma Infero - Il Mastro di Forgia" di Fabio Carta

Ciao, fringuelli di primavera! Come va? Io sono incastrata a metà tra un librone sul Fascismo per un esame e l'organizzazione del pranzo di Pasqua con la mia famiglia e quella di Charlie, ma sono riuscita comunque a portare a termine la lettura di un romanzo che mi è stato inviato dall'autore: il primo capitolo di Arma Infero, di Fabio Carta.


Arma Infero - Il Mastro di Forgia
di Fabio Carta
Ed: Inspired Digital Publishing
Ebook: 1.99 euro

"E ora, fratelli, lasciate che vi narri di quei tempi, in cui le nuvole correvano rapide sopra gli aspri calanchi e di quando Lakon combatté per noi".Su Muareb, un remoto pianeta anticamente colonizzato dall'uomo, langue una civiltà che piange sulle ceneri e le macerie di un devastante conflitto. Tra questi v'è Karan, vecchio e malato, che narra in prima persona della sua gioventù, della sua amicizia con colui che fu condottiero, martire e spietato boia in quella guerra apocalittica. Costui è Lakon. Emerso misteriosamente da un passato mitico e distorto, piomba dal cielo, alieno ed estraneo, sulle terre della Falange, il brutale popolo che lo accoglie e che lo forgia prima come schiavo, poi servo e tecnico di guerra, ossia "mastro di forgia", e infine guerriero, cavaliere di zodion, gli arcani veicoli viventi delle milizie coloniali. Ed è subito guerra, giacché l'ascesa di Lakon è il prodromo proprio di quel grande conflitto i cui eventi lui è destinato a cavalcare, verso l'inevitabile distruzione che su tutto incombe.
 
Buono, non male

Come ho scritto sopra, l'autore mi ha mandato una copia del romanzo per averne una recensione onesta. Colgo l'occasione per ricordare che della saga è già uscito il secondo volume, I cieli di Muareb, che trovate qui.

Partendo dal presupposto che un romanzo di fantascienza deve, quasi per definizione, portare il lettore in un'altra dimensione, in un mondo lontano dal nostro (in senso letterale o figurato, fate voi), l'autore ci riesce molto bene. Siamo palesemente altrove, fin dal primo momento dobbiamo ingegnarci per capire dove e quando siamo. Un bell'inizio, non esattamente il modo in cui avrei iniziato io, ma dopotutto non sono io l'autrice. Carta ha scelto un prologo vintage, se mi passate il termine: poco moderno, che riprende alcuni testi di Asimov e di Tolkien.

Anche il linguaggio non è moderno, ma qui c'è da aprire una parentesi più ampia. Premettendo che sono una fan di autori del passato, qua non siamo nel 1950. Esiste una sottile linea invalicabile tra la ricercatezza e la pedanteria: a tratti, Carta ha superato questa linea. Non è la prima volta che mi capita di imbattermi in questo problema e purtroppo la mia opinione in proposito non cambia: gli autori del passato (che sia effettivamente Asimov o che sia Thomas Malory, giusto per andare indietro di secoli) scrivevano in modo moderno per la loro epoca. Noi non possiamo cadere nell'errore di pensare che un linguaggio aulico e ormai sorpassato sia sinonimo di qualità. Se Malory, appunto, dovesse rinascere, non userebbe mai i termini che ha usato nel XV secolo. Questo è quello che io definisco "il paradosso di Maria": non ritrarremmo mai la Madonna in jeans, ci sembrerebbe troppo moderno, ma pensate che gli abiti dipinti da Leonardo fossero dell'antica Palestina? No, erano abiti suoi contemporanei, abiti del '400, quindi moderni. Lo stesso vale con le parole; le parole che Arthur Clarke ha usato in 2001: Odissea nello spazio erano moderne alla sua epoca: perché un autore di fantascienza dei nostri giorni dovrebbe comportarsi diversamente? Io mi rendo conto che lo stile di Carta è voluto, che è proprio questo l'effetto che voleva, ma dal mio punto di vista ha ottenuto qualcosa di diametralmente opposto: il ritmo del romanzo cala in modo vertiginoso, diventando lento e faticoso da masticare. Inoltre, da un punto di vista di editing, fioccano i refusi: peccato.

A parte questo piccolo grande dramma del linguaggio, il romanzo è bellissimo. Si coglie benissimo la formazione accademica dell'autore, è qualcosa che ha evidentemente sfruttato a dovere. Ci sono riferimenti a varie culture "terrestri", paragoni che non possono non far drizzare le orecchie a qualsiasi studente di storia e di letteratura. Io sono patita per la filologia e ci ho sguazzato dentro come non avevo mai fatto con un romanzo di fantascienza. Per non parlare dei riferimenti alla cultura popolare del genere, immancabili e mai esagerati.

I personaggi sono una seconda nota dolente, anche se decisamente ridimensionata rispetto alla prima. A parte il narratore, Karan, che naturalmente veniamo a conoscere in modo approfondito dal momento che è il POV dell'intera storia, gli altri personaggi non sono esattamente un arcobaleno di personalità: tendono ad assimilarsi l'uno all'altro, a uniformarsi non tanto nel ruolo che svolgono, quanto nel loro carattere.

A fronte di tutto ciò che ho appena detto, voglio dare a questo romanzo tre cuoricini su cinque: alle spalle di Arma Infero c'è un lavorone. Carta ci ha messo l'anima, ha davvero studiato per scrivere il suo romanzo e di questo occorre sempre dare atto. Personalmente non me la sento di bocciare del tutto un libro solo perché lo stile è ampolloso: certo, anche quello è un aspetto importante, ma non è l'unico. La forma e il contenuto sono due metà della stessa mela e qui il contenuto c'è tutto. Un grande lavoro sviluppato da quello che secondo me è un grande cervello. Sono molto curiosa di leggere il seguito, penso che quando avrò sfoltito un po' la mia TBR me lo procurerò!