domenica 19 marzo 2017

BLOGTOUR > RECENSIONE | "Frammenti d'Infinito" di Paola Catozza

Ciao a tutti, lettrici e lettori, bentornati sul blog con una nuova lettura! Come sta andando questo mese di marzo? Io sono fiera di dire che per tutto il mese di aprile non avrò esami, quindi posso starmene un beata pace a leggere tutto il giorno prima di rimettermi a studiare *-*

E a proposito di leggere, vi ricordate quando in questo post segnalai i due libri di Paola Catozza? Come forse saprete se spulciate i lit-blog che ci sono in giro è in corso il blogtour dedicato ai suoi lavori. In questa penultima tappa vi propongo la mia recensione di Frammenti d'Infinito.


Frammenti d'Infinito
di Paola Catozza
Ed: Self Publishing - 125 pagine
Ebook: 0.99 euro - Brossura: 5.90 euro

Frammenti d’Infinito è una raccolta di pensieri, di frasi, aforismi, scritti per dare voce a emozioni e sentimenti che non riescono a mostrarsi se non attraverso le parole. Sono citazioni, più o meno lunghe, scritte di getto e in cui spiccano temi relativi all’amore, ma anche all’insicurezza, alla paura di non essere abbastanza o di restare sola. É, dunque, una sorta di diario di pensieri scomposti nati per dar libero sfogo a ciò che provo.

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Molto bello!

Devo premettere che lo stream of consciousness è un tipo di lavoro che amo molto: è uno stile che non va revisionato, altrimenti perde tutto il suo splendore. Soprattutto è uno stile difficile, perché comunque può facilmente portare a divagazioni senza senso. Devo dire che da questo punto di vista Paola Catozza non delude: essendo vari "capitoli", nel senso che i pensieri non sono concatenati tra di loro come potrebbe avvenire nell'Ulisse o simili, il libro risulta scorrevole e quindi alla portata anche di chi di solito dallo stream of consciousness si tiene bene alla larga.

Naturalmente non si può parlare di personaggi: questa raccolta di pensieri è fortemente introspettiva e forse l'unica vera protagonista è l'autrice stessa, che secondo me ha fatto un vero atto di coraggio scegliendo di mettere a nudo quelli che sono i propri pensieri su argomenti più o meno profondi, ma comunque di grande importanza per lei e per tutti i lettori. Sono rimasta molto colpita dal ragionamento che sta alle spalle di alcuni di questi aforismi: sono cose che non so se io sarei stata in grado di condividere. Punti forti del libro sono sicuramente l'introspezione e l'autoanalisi.

Personalmente (ma questo è totalmente opinabile, me ne rendo conto) ho apprezzato tantissimo la pagina 69 dell'ebook:

Ci innamoriamo dell'Idea dell'Amore

L'ho trovata attualissima, non tanto per la mia situazione personale attuale quanto per la mia situazione passata e per quella di moltissime persone, uomini e donne, che pensano di amare confondendo l'amore con l'abitudine, con il romanticismo portato all'eccesso. Si tratta di qualcosa che vedo spessissimo e che mi fa rabbrividire.


In generale voglio dare a questo libro 4 cuoricini su 5, perché penso meriti veramente l'attenzione. Paola Catozza dimostra di avere un buon potenziale immaginifico ed una grande capacità di riflessione, indispensabili per chi voglia scrivere testi introspettivi. Sono curiosa di leggere i suoi prossimi lavori, voglio decisamente tenermi aggiornata e magari acquistare il cartaceo di questo volume, per poterlo consultare in modo più maneggevole.


Le altre tappe del blogtour sono naturalmente sempre attive e vi invito a visitarle: potrete trovare altri contenuti che riguardano Paola Catozza e le sue parole!

giovedì 16 marzo 2017

SPECIAL | English? Yes, please #2

Rubrica a cadenza casuale inventata da me in cui vi racconto
quali titoli in inglese sono finiti nella mia TBR.

Oggi è giovedì. In particolare, oggi è giovedì 16 marzo. Ma non è un 16 marzo qualsiasi: oggi esce Beauty and the Beast con Emma Watson nei panni di Belle. Ora, per me personalmente Belle in quanto personaggio (non parlo della Belle targata Disney, ma di quella della fiaba di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont inserita nello splendido Magazzino dei bambini) è sempre stata importante: mi ha insegnato molto, mi ha aiutata a formarmi quando ero piccola. Per me la fiaba de La Bella e la Bestia ha sempre avuto un significato speciale. Se in più ci piazzano Emma Watson a interpretare Belle, che altro voglio in più?

Oggi ho quindi deciso di dedicare una puntata della rubrica English? Yes please alla fiaba de La Bella e la Bestia parlandovi di un retelling che purtroppo è passato in sordina, ma che personalmente non vedo l'ora di leggere.


As Old as Time
di Liz Braswell
Ed: Disney Pr - 484 pagine
Copertina rigida: 14.48 euro - Brossura: 9.71 euro

E se fosse stata la madre di Belle a maledire la Bestia? As Old as Time è il terzo libro in una nuova collana YA che reinventa i classici Disney e li trasforma in modi nuovi e sorprendenti. Quando Belle tocca la rosa incantata, le invadono la mente ricordi di una madre che pensava non avrebbe mai rivisto. Eppure, sua madre altri non è che la bellissima incantatrice che ha maledetto il castello e i suoi abitanti. Sconvolta e confusa, Belle e la Bestia dovranno svelare l'oscuro mistero delle loro famiglie, un mistero che va avanti da ventun anni.

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Al di là del friendly reminder che riguarda la canzone di Mrs. Bric (o Mrs. Potts, dipende da come siete abituati a chiamarla) che recita "Tale as old as time, true as it can be", che personalmente mi fa gasare tantissimo, ciò che mi interessa di questo libro è l'aspetto un po' più adulto che la Braswell vuole dare al romanzo. Io non l'ho ancora letto, ma mi sembra un retelling di valore.

Naturalmente è un retelling del film Disney, non della fiaba originale, quindi non aspettatevi stranezze rispetto al cartone animato.

Della stessa autrice mi è già capitato di leggere il prmo volume della serie A Twisted Tale, ovvero A Whole New World, che come penso immaginiate è un retelling del film Alladin (di nuovo: un retelling del film Disney, non del racconto). L'ho trovato ben costruito, considerando che si tratta appunto di un retelling e non di una storia costruita ex novo, lo stile della Braswell mi è piaciuto, l'inglese è scorrevole e non eccessivamente complesso. In generale consiglierei A Whole New World a chiunque sia appassionato di film Disney e voglia leggere qualcosa di un po' alternativo, senza con questo aspettarsi il nuovo I promessi sposi.

Nella serie A Twisted Tale:

martedì 14 marzo 2017

RECENSIONE | "Storie di libri perduti" di Giorgio van Straten

Ciao a tutti, miei piccoli strawberry scones! Bentornati sul blog!

Oggi voglio partire con il botto: ultimamente ho avuto fortuna e ho fatto delle letture davvero davvero belle, non posso lamentarmi dei libri che ho letto (un po' di più del libro che ho attualmente in lettura: se volete qualche spoiler aggiungetemi su Goodreads) e in particolare il libro di cui vi parlo oggi è Storie di libri perduti, un saggio/racconto di Giorgio van Straten.


Storie di libri perduti
di Giorgio van Straten
Ed: Laterza - 135 pagine
Ebook: 8.99 euro - Copertina rigida: 11.90 euro

Questo libro racconta la storia di libri che c'erano e non ci sono più. I libri perduti non sono libri dimenticati oppure libri pensati dall'autore e mai nati. Sono quelli che l'autore ha scritto, che qualcuno ha visto, magari ha anche letto, e che poi sono stati distrutti o dei quali non si è saputo più niente. Libri scomparsi, ma che sono di certo esistiti. Ogni libro perduto ha la sua storia che non assomiglia alle altre, se non per qualche particolare che stabilisce strane relazioni. Un lungo viaggio che vale senz'altro la pena di fare, perché magari un giorno, da qualche parte, uno di questi libri che sembra perduto per sempre potrebbe miracolosamente riemergere.

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Meraviglioso!

Questo libretto (perché è davvero minuscolo) edito da Laterza mi ha resa veramente felice. In otto capitoli, l'autore racconta di otto autori i cui scritti (romanzi, racconti, poesie) sono andati persi in maniera irreparabile. Come dice van Straten nell'introduzione, non parla di quei libri che sono ormai finiti nel dimenticatoio da decenni ma che un buon editore potrebbe recuperare: si parla di manoscritti ormai del tutto perduti, perché distrutti o smarriti o chissà che altro.

Al di là del mio interesse per la storia editoriale in generale, questo volumetto si focalizza in modo particolare sia sulla trama (o sulla supposta trama: li abbiamo perduti, appunto) sia sulla vita degli autori, sul loro carattere, sul momento della loro esistenza in cui questa perdita è avvenuta. Van Straten riesce a contestualizzare lo smarrimento dei testi con maestria, permette di capire esattamente le dinamiche che hanno portato alla perdita dei manoscritti e anche e soprattutto di comprendere che non ci sarebbe stato modo di salvare il salvabile (a parte nel caso di Gogol' ma io detesto Gogol' quindi forse sono un po' di parte).

La breve durata dei capitoli (dalle 7 alle 11 pagine ciascuno, praticamente un quarto d'ora di lettura) permette tra l'altro di gustarseli ovunque e in qualsiasi momento: dal treno alla sala d'attesa alla pausa caffè, dalla sera prima di chiudere gli occhi alla mattina mentre si fa colazione. Diciamo che il formato è quello giusto, van Straten non spende parole che non servono ma usa tutte quelle che sono necessarie.

Questo libro mi è piaciuto così tanto, ma così tanto che voi non potete averne idea. Giuro che mi ha entusiasmata così tanto che vorrei poter dare a Storie di libri perduti trentordici cuoricini, non solo cinque. L'ho amato, è uno dei libri più belli che abbia mai letto. Tra l'altro lo stile di van Straten rende questo saggio quasi una raccolta di racconti, perché bene o male come dicevo si parla della vita degli autori, delle loro vicissitudini, quindi è un po' come leggere un racconto sulle loro vicende.

Consiglio questo libro a chiunque legga questo post. Non penso ci sia target a cui questo libro non sia destinato: dai lettori di racconti ai lettori di saggi, dagli amanti dell'editoria agli amanti dei singoli autori. Non posso dire altro se non: leggetelo, vi piacerà moltissimo!